Aprono le nuove piste per sciare in Val di Fassa, un’esperienza immersiva per chi cerca emozioni

Sta circolando una notizia davvero curiosa: sulle piste innevate della Val di Fassa, che partono dall’Hotel Catinaccio a Vigo di Fassa per coprire un’area di oltre 300 km, e precisamente nel piccolo scrigno innevato di Sen Jàn, sembrerebbe aggirarsi una strana e inquietante figura.  

È qui che dal 4 dicembre al 10 aprile 2022 si può accedere alle nuove piste per sciare in Val di Fassa, nella Ski Area del Buffaure, in un momento dell’anno che invita i più nostalgici a tornare sulla neve per goderne la suggestione, immersi nel tepore dell’atmosfera natalizia.  

Amici, coppie giovani e adulte, famiglie con bambini, chiunque cerchi emozioni approda o torna qui dove, oltre alla bellezza del paesaggio, vi sono leggende affascinanti che ispirano iniziative e progetti per valorizzare il territorio con le sue località, tra cui Sassolungo, Sassopiatto, Catinaccio, Gruppo del Sella, Marmolada.  

Le nuove piste della Ski Area del Buffaure 

Chi ama sciare, gioirà nel sapere che il circuito sciistico è collegato a più di 1.200 km di piste, oltre a essere la prima porta di accesso trentina al Sellaronda, ovvero a Val Gardena, Alpe di Siusi, Val Badia e Arabba.   

Ma gioirà nel sapere che anche i bambini, durante una vacanza sulla neve nelle Dolomiti, trovano la loro perfetta collocazione, in un campo scuola dove possono giocare e imparare a sciare grazie ai corsi di diverso livello tecnico. 
 
Tra le piste che fanno gola agli amanti del genere, quella azzurra, la pista “Salvan”, dedicata al leggendario personaggio che vive nascosto tra i boschi e i fiumi del Buffaure; le piste rosse, tra cui la “Panorama” con il nuovo “fun slope”; e l’adrenalinica “Vulcano”, con i suoi picchi di pendenza del 38% e un dislivello totale di 566 metri. Per i più temerari. 

In questo meraviglioso scenario si danno appuntamento sciatori impavidi che vengono da tutta Europa per sfilare lungo le infinite piste ricoperte di candida neve battuta, tra curve e dossi, discese e risalite. 

Sciatori impavidi, sì, ma attenti a schivare le mitiche Bregostane, le inquietanti figure riemerse dalle leggende ladine, famose e “temute” per il loro aspetto torvo, minaccioso.  

Le Bregostane, opere in legno rigenerato dagli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia 

Leggenda vuole che queste creature mitologiche, le Bregostane, siano brutte, cattive, coperte di peli e pronte ad aggredire.  

Eppure, sono proprio loro a diventare il nobile espediente artistico che ha permesso di recuperare il legno degli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia. Un progetto voluto per valorizzare questa meravigliosa località sciistica. 

Al momento ne è apparsa una di Bregostana, proprio lungo le piste della Ski Area del Buffaure. Realizzata dall’artista Francesco Franz Avancini, e perfettamente integrata nel paesaggio circostante, questa è solo la prima di una serie di opere in legno dedicate ai simboli della vita in montagna e della cultura popolare del territorio. 

Il mito ci accompagna nel tempo con incredibili storie che diventano leggende, storie che incantano, creando vissuti e contesti in cui immergersi. In particolare, in alcuni periodi dell’anno, come quello invernale e natalizio, è suggestivo il richiamo del mito in uno scenario come quello dolomitico. 

Piste sciistiche per tutti i livelli e percorsi alternativi per scoprire i paesaggi nascosti e più belli  

Tornando alle piste dolomitiche, la Val di Fassa vive della sua memorabile vocazione come paradiso dello sci, dove è possibile misurarsi con piste da discesa e da fondo di varia difficoltà e itinerari diversi per tutti i livelli di preparazione. 

Chi cerca le emozioni più adrenaliniche, ma che richiedono anche una maggiore esperienza sulle piste sciistiche, può avventurarsi in percorsi fuori pista alternativi che tagliano boschi e vallate, e scoprire il “regno” dove vige incontaminata la natura silente, quella lontana dai circuiti più battuti e lontana dagli occhi dei più. 

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Cristina